Intervista ad Amcan

AMCAN intervistato su ”La Voce di Vegetalia”

 

 

Oggi abbiamo il piacere di ospitare su ” La Voce di Vegetalia” l’autore rivelazione degli anni scorsi con la serie di racconti di fantasia ambientati in un ipotetico mondo fantastico che si chiama TERRA.

Il protagonista di questo racconto è Markus Cipollino, un umano (così si chiamano gli abitanti della TERRA) che arriva qui sull’ESAREGNUM  per aiutare il nonno gravemente ammalato.

Dalla fortunata serie sono anche stati tratti dei Film che hanno riscosso un notevole successo.

 

P: A cosa è dovuto un successo così straordinario?

 

A: Penso che i lettori e soprattutto i ragazzi,  a cui questo racconto è ispirato, si siano riconosciuti nelle vicende dei racconti. Non solo in Markus Cipollino che è l’eroe positivo della storia, ma anche in Zombre e Gurko. I due giovani amici che insieme al terrestre hanno dato del loro meglio per raggiungere il comune obiettivo.

 

P: Perciò il successo è legato al coinvolgimento dei lettori?

 

A: In realtà penso che i ragazzi stavano probabilmente aspettando dei personaggi che li rappresentassero. Non uno, ma tanti. Ognuno con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Come hanno tutti. Individui che, nel momento in cui si uniscono riescono a combinare le risorse per raggiungere obiettivi altrimenti irraggiungibili per ognuno di loro preso singolarmente.

Siamo oggi continuamente bersagliati da informazioni su giovani eroi negativi. Sono una minoranza che tiene banco e che crea una distorta immagine di quella che è in realtà la gioventù.

 

P: A cosa si riferisce?

 

A: Prendiamo ad esempio le informazioni che ci pervengono dai media. Droga, le stragi con le velomobili (automobili N.d.T.), le distruzioni che seminano durante manifestazioni in cui chiedono tolleranza senza darla. Ormai i ragazzi fanno cose inimmaginabili diversi anni fa perché, con la tecnologia attuale, possono diventare protagonisti di filmati che vengono immediatamente immessi nel grande circuito mediatico senza controllo. “Compaio, quindi sono”. Questo sembra essere l’unica cosa che importa. Non importa la stupidità del fatto che li rende “famosi”, l’importante è che sia eccessivo e come tale renda notorietà

 

P: La colpa è quindi del circuito mediatico?

 

A: Non esattamente, Il circuito mediatico è solo un mezzo. Amplifica enormemente le tendenze e le azioni dell’attore di turno. In realtà tutti fingono di essere se stessi recitando parti che non sempre gli appartengono. Alla fine, pur di apparire, devono crearsi attività che li spostano a distanze enormi dalla loro realtà, senza che se ne accorgano, e a volte in modo pericoloso per se e per gli altri.

La colpa è della incapacità di creare, nel circuito mediatico, dei riferimenti positivi. I ragazzi sono naturalmente portati a copiare atteggiamenti e a competere per primeggiare nella realizzazione degli stessi. E’ questa continua sfida che deve essere al centro dell’attenzione.

 

P: Chi dovrebbe creare questi riferimenti positivi?

 

A: In realtà qualsiasi sia il riferimento, questo non può essere imposto. Sarebbe immediatamente rifiutato per definizione. L’errore più grosso è però il pretendere che i ragazzi se lo creino in modo autonomo quando sono subissati da informazioni che spesso di positivo non hanno niente.

In realtà i riferimenti positivi esistono, solo che non sono evidenziati. Il vero problema è che la risonanza data dal circuito mediatico ad un comportamento spettacolare, è notevolmente superiore a quello di un comportamento straordinario ma non altrettanto spettacolare.

 

P: Potrebbe fare qualche esempio?

 

A: Di esempi che ne sono una infinità. Prendiamo i ragazzi che fanno del volontariato e che utilizzano tempo ed energie per andare a trovare delle persone malate o bisognose per non farle sentire sole.

 

P: E dove risiede il valore della notizia?

 

A: E’ proprio questo il problema. Una simile notizia non ha valore. O meglio, ha un valore enorme per due persone in particolare: per chi viene visitato e per chi fa la visita. Il contenuto di questa azione e la ricchezza che fornisce è così straordinariamente grande da non potere essere contenuta nel circuito mediatico. Una simile azione non colpisce chi guarda, è una azione che riempie gli attori. Ma il circuito mediatico deve colpire chi guarda…….

 

P: Quale è allora la soluzione?

 

A: La soluzione è quella di creare occasioni per i ragazzi per confrontarsi anche su notizie che non hanno valore per chi le guarda, ma che hanno enorme valore per chi le vive. Stimolarli, coinvolgerli e costringerli quasi a mettersi alla prova per verificare se è veramente più ricco l’attore che vive in prima persona questa esperienza o è più ricco l’attore che solo recita di fronte a centinaia di migliaia di spettatori.

Dando valore alle relazioni reali si creano le condizioni per potere permettere ai ragazzi di confrontarsi con la realtà virtuale.

Significa dargli degli strumenti per potere combattere ad armi pari contro l’invadenza di un mezzo che ha dimenticato i fini.

 

P: In che modo queste occasioni possono essere create in pratica?

 

A: Come già detto prima, esiste una componente fondamentale nella natura dei ragazzi: è l’emulazione. Se gli unici comportamenti evidenti da emulare sono negativi, sarà molto difficile che i ragazzi riescano a trarne degli insegnamenti positivi. Ecco quindi l’importanza che vengano evidenziati anche dei comportamenti positivi sinceri e genuini.

Da contrapporre alla ricerca delle azioni sensazionali a tutti i costi.

Un modo di vedere la vita di ogni giorno come reale possibilità di impegno per migliorare la qualità delle relazioni e quindi della vita.

Pubblicizzare anche questi comportamenti è importante per difendere i ragazzi dalle menzogne del mezzo di comunicazione. E’ questo il sistema che crea occasioni per i giovani che non si identificano nella inconsistenza di alcune mode.

 

 

P: Ma chi è che decide se un comportamento è positivo o è negativo?

 

A: E’ proprio qui il punto focale della situazione, gli unici a potere fare queste scelte sono i ragazzi. Bisogna però metterli nelle condizioni di vedere diversi comportamenti e diverse situazioni. Se tutto ciò a cui hanno accesso è uniformato in un senso, difficilmente saranno in grado di sviluppare una mentalità critica che permetta loro di rifiutare eccessi da una parte o dall’altra.

E’ nostro compito dare la possibilità di mostrare che esiste anche un altro modo di vivere la vita da protagonista. In modo semplice facendogli vedere che una loro scelta in tal senso non è vana. Se riuscissimo a fare scattare la molla dell’emulazione, ci ritroveremmo con molti più ragazzi capaci di opporsi con maggiore sicurezza a mode o tendenze che li potrebbero trascinare in un vortice di terribile inutilità oltre che di potenziale pericolo.

 

 

P: Cosa è per Lei L’ESAREGNUM?

 

A: E’ una opportunità per evidenziare che esistono ragazzi, e sono una moltitudine, che non amano essere contro, non amano andare in piazza, ma utilizzano energie ed entusiasmo per costruire e non per distruggere. Sono ragazzi semplici che, con altri ragazzi semplici, fanno cose straordinarie nella vita di ogni giorno.

 

P: Quale è il suo sogno?

 

A: Sapere che un giovane, dopo avere conosciuto Markus Cipollino, abbia deciso di approfondire la conoscenza della Legge e che abbia avuto la forza di rifiutare di fare la comparsa nella vita per decidere di diventare protagonista del proprio tempo mettendosi a disposizione per gli altri. Mi renderebbe felice sapere che la forza di tale scelta  gli derivi dal riconoscersi in un gruppo, che non è così piccolo, di ragazzi semplici che come lui preferiscono vivere la propria vita invece che recitare la vita di qualcun altro. Un gruppo come quello dei Tavo, Dei Cloi e dei Goam (Scout N.d.T.)

 

P: Che messaggio vuole lanciare a questi ragazzi?

 

A: Guardatevi intorno ed abituatevi a riconoscere che la maggioranza di voi ragazzi non è alla spasmodica ricerca dell’apparire, ma che, anzi, è in grado di fare scelte più profonde. Siate fieri della vostra semplicità e trovate la forza di rifiutare proposte malsane che mettono in pericolo la vostra e l’incolumità di altre persone. Non abbiate paura nel dire di no a situazioni torbide, non sentitevi esclusi da persone o situazioni in cui non sia compreso il vostro impegno per il bene del prossimo. Ricordatevi che siete in tanti e che sarete sempre di più…. che questa sia la vostra forza.

 

Intervista ad Amcanultima modifica: 2009-03-21T22:44:10+00:00da amcan
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